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Intervista a Emanuele Repetto, un ragazzo gentile che con le scarpe da corsa sa volare

Emanuele Repetto, classe 1990, terzo alla Milano Half Marathon (quella vinta da Meucci) con un tempo di 1h 9'20" ma soprattutto campione del Giro del Lago di Resia.
Questo per gli annali del running ma per me Emanuele, fino a poco tempo fa, era semplicemente un collega. Un ragazzo gentile, sempre sorridente e molto preciso nel lavoro. Poi un giorno il mio capo mi dice "A te che piace correre, sai che Emanuele è uno che va forte?". Da bravo pettegolo podista, la prima cosa che faccio è cercare il Repetto su google; mi viene fuori una rassegna stampa di articoli sportivi del genere: "Repetto, un trionfo con ritmo irresistibile" (Repubblica), "Il coriaceo Emanuele Repetto" (Gazzetta dello Sport). Hai capito il ragazzo gentile?
Alla prima cena di lavoro, allora, decido di approfittarne e tra qualche bicchiere di vino bello pieno e una fettona di torta ricca di panna (ma non dovevano stare a stecchetto 'sti runner?), comincio a fargli qualche domanda sulla corsa. E da lì nasce l'idea di questa intervista.

Partiamo dalla fine, la tua ultima gara, la Tutta Dritta di Torino, com'è andata? Sei soddisfatto?
E' andata bene perché era un test importante per capire la condizione, negli ultimi due mesi ho un po' faticato a trovare continuità negli allenamenti per motivi personali (cambio lavoro/trasloco) quindi speravo di riuscire a stare tra 31'30" e 32'. Ho corso regolare partendo 3'10" e recuperando via via altri atleti che erano partiti un po' troppo "allegri" e alla fine è uscito un buon 31'31" da cui ripartire. E il percorso è davvero bellissimo e veloce, sicuramente la rifarò l'anno prossimo.
Torniamo ancora un po' indietro, parlami dell'anno passato e della Milano Half Marathon.
E' stata la ciliegina sulla torta del 2017. Io ero scettico a correrla perché non avevo preparato specificatamente una mezza, in realtà ne è uscita una gara tattica sia per il vento sia perché nessuno voleva esporsi a tirare e sono le situazioni che prediligo. Ho preso l'iniziativa nel gruppetto fin dal km6 e ho corso in progressione cogliendo un insperato terzo posto, anche grazie al fatto che essendo l'edizione 0 della gara mancava la classica batteria di kenyani...però una gran bella soddisfazione!:)
Immagino che tra le tue gare indelebili ci sia sicuramente il Giro del Lago di Resia, si può dire la tua vittoria più bella?
Probabilmente sì, anche per come ho interpretato la gara, penso di averla letta e gestita molto bene, valutando con lucidità i momenti chiave. Ci sono arrivato con una condizione super, e il percorso filante nei primi e negli ultimi 5km, con un collinare nel tratto centrale, si adatta perfettamente alle mie caratteristiche. Questo mi ha permesso di avere ancora benzina nel finale e di attaccare all'ultimo km, ogni tanto mi piace rivedere ancora il video della gara. E quest'anno proverò a difendere il pettorale 1, non sarà facile.
So che hai passato un periodo di stop dovuto a infortunio, cosa si prova a dover stare fermi? E come l'hai superato?
L'infortunio fa parte del gioco, ahinoi, sono stato bloccato dalla pubalgia per 6 mesi tra fine 2016 e inizio 2017. Non è semplice perché è un tipo di problema che non è facile da trattare e risolvere, i tempi di recupero sono incerti, ogni volta che provavo a ripartire continuavo a sentire dolore. Stare fermi così a lungo è frustrante, non nascondo che a un certo punto ho pensato di rinunciare e comunque ti viene il dubbio di non riuscire più a correre come prima. Ho girato diversi specialisti e alla fine ho avuto la fortuna di trovare un massaggiatore che è un mago e tuttora si prende cura dei miei muscoli. L'altro elemento chiave è la pazienza.
In quel periodo ho fatto comunque molto mantenimento con cyclette, nuoto (che non mi piace) e tanti esercizi di stretching e posturali, determinanti.
E quando riprendi ti assapori di più i risultati che arrivano e apprezzi il fatto di correre libero da dolori e fastidi.
Oggi vanno di moda tantissimi e diversissimi piani alimentari e integratori. Tu che ne pensi? Puoi svelarci qualche tuo segreto?
A dire il vero non ho molti segreti, l'alimentazione è un elemento molto importante soprattutto per avere le energie giuste per gli allenamenti/gare e per reintegrare nel post.
Per quanto mi riguarda il pilastro è la colazione super abbondante (sempre proteine - uova, affettato o salmone - , e una tazza di latte con frutto a pezzi, frutta secca e cereali, un paio di volte a settimana anche fette biscottate con miele/marmellata) e la varietà di cibi a rotazione durante la settimana (3 giorni senza latticini né lieviti). A pranzo e a cena cerco sempre un mix di carboidrati, proteine e frutta/verdura, ma appunto vario molto, e mi concedo spesso eccezioni...
Per reintegrare invece preferisco fare al naturale piuttosto che tramite gel o simili, sfruttando gli alimenti più adeguati a seconda del tipo di allenamento, per quelli più intensi uso del magnesio a supporto.
Come fai a conciliare la corsa e gli allenamenti, con la vita lavorativa e sociale?
E' una bella domanda, cerco di incastrare tutto perché se vuoi fare una cosa, puoi farla. Cerco il giusto bilanciamento, a volte vado a correre la mattina prima di entrare in ufficio (ma solo se devo fare corsa media o lenta), altrimenti la sera abbastanza tardi, ma 1 o 2 volte cercando di organizzarmi per uscire in tempo per sfruttare la pista.
Tutto senza rinunciare ad aperitivi e cene, ci mancherebbe, deve starci dentro tutto, l'unica settimana di rinuncia è quella che precede una gara.
In tutto ciò ho la fortuna di avere un allenatore che mi capisce perfettamente ed è flessibile, non lavora "a tabella" per cui se una sera sono stanco e vuoto post lavoro, meglio recuperare e spostare eventuali allenamenti pianificati che non renderebbero.
I tuoi prossimi obiettivi?
A breve gareggiare per entrare in condizione, correndo ancora uno o due 10 mila. In estate proverò a concentrarmi su gare in pista (3.000 e 5.000), e preparare gli italiani di 10km ad Alberobello di settembre. Adoro il caldo quindi siamo nel periodo giusto.
E in autunno almeno una mezza (Valencia il 28 ottobre)
Un consiglio per le schiappe come me, c'è speranza?
Parto dalla convinzione che non esistano schiappe, siamo tutti accomunati dalla stessa passione e dalla voglia di raggiungere un obiettivo, chi impiega magari anche il doppio di me per percorrere una certa distanza non fa certo meno fatica...i consigli sono i soliti, godersi le gare, essere graduali negli allenamenti e nell'avvicinamento alle distanze più lunghe (anche per prevenire infortuni..) e cercare di variare, spesso si tende a ripetere lo stesso tipo di allenamento o di sequenza di allenamenti, mentre io credo che la chiave sia variare distanze, ritmi e tipologie di esercizio, serve a conoscersi meglio e simulare situazioni di gara.
Altre due cose, ogni tanto bisogna buttare via l'orologio e correre a sensazione, è fondamentale, così come imparare a dare la centralità che merita al recupero, è forse "l'allenamento" più importante di tutti.
Ultima domanda, per te, la corsa è...
Sembra banale da dire, ma sicuramente libertà.
Ed anche un'opportunità per viaggiare e conoscere nuovi posti e persone grazie alle gare.

runnerpillar.com, 19 aprile 2018

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