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JFK 50 MILE - L'ULTRAMARATONA PIÙ ANTICA D'AMERICA

Un po' di Storia innanzitutto. Nei primi anni '60 il compianto presidente USA John Fitzgerald Kennedy, preoccupato per la salute e la forma fisica dei cittadini e soprattutto dei militari americani, lancia la sfida delle 50 Miglia, come esempio di forza, resistenza e determinazione. Riprendendo un vecchio regolamento di Roosevelt (che a sua volta si rifaceva a una tradizione dell'esercito Romano) che dichiarava che ogni Marines dovesse essere in grado di percorrere 50 Miglia (circa 80 km) entro le 20 ore.
Lo stesso fratello del Presidente, Bob Kennedy, si lanciò in questa impresa in un gelido febbraio e riuscì a completarla (ve lo vedete oggi Trump correre anche solo una 5 km?) con la celebre frase finale (ripresa poi da Forrest Gump) "Sono un po' stanchino".
Da allora si diffusero queste corse autogestite in tutto il Paese, chiunque voleva provare la sfida di 50 Miglia di Kennedy.
E un insegnante di educazione fisica del Maryland nel 1963 ebbe l'idea di crearne una versione competitiva: la JFK 50 Mile.
Dopo l'assassinio del Presidente, la JFK divenne un memorial e rimane ancora oggi l'ultramaratona più antica d'America e tra le più antiche al mondo.
Veniamo all'oggi quindi. La JFK è diversa da tutte le altre gare su lunga distanza. Non ci sono lotterie, estrazioni, stones, gare o tempi qualificanti. Non ha grossi sponsor dietro e non vedrai show alla partenza. C'è invece una grande tradizione e attaccamento. Ai ristori troverai le stesse persone ogni anno, la partenza all'alba avverrà dopo l'emozionante inno USA e si corre sempre il sabato precedente al Giorno del Ringraziamento. E se sei una persona che ha servito nell'esercito, non per forza quello americano, avrai uno sconto e una classifica dedicata ai militari.
Parentesi, negli USA è molto sentito l'essere un veterano. Tutti hanno un parente o un amico che ha servito nell'esercito, è rimasto ferito o non è più tornato. Un po' come quelle storie che noi sentiamo solo dai nostri nonni o bisnonni, per loro è ancora l'Oggi. L'esercito negli USA è anche strumento di integrazione sociale per i più poveri e gli immigrati. Molti ufficiali hanno cognomi asiatici, latinoamericani o slavi, e un tempo anche italiani.
Questo spirito patriottico è visibile anche dal fatto che molti partecipanti alla gara indossano qualcosa che richiama la bandiera a stelle e strisce (i manicotti, i pantaloncini o un semplice cappellino).
Alla partenza non vedrai coriandoli sparati in aria ma tante persone commosse dal ricordo di un Presidente ucciso tanti anni fa, e all'Arrivo vengono salutati tutti i Finishers come dei vincitori. Perché lo sono. Hanno vinto la sfida delle 50 miglia, la sfida di forza, resistenza e determinazione che Kennedy aveva lanciato agli americani sessant'anni fa.
Ma veniamo al percorso. Perché è questo che rende la JFK 50 Mile unica. I primi 25 km circa, infatti, sono di trail e si corre nella caratteristica natura dei Monti Appalachi americani.
Uscito dai sentieri vedrai invece dei veri e propri pit stop stile Formula 1, dove i runners passano dalle scarpe da trail a quelle da maratona. Perché li attende, appunto, un lungo drittone sterrato di 42 km lungo un canale. È la parte che tutti riconoscono essere la più dura mentalmente e che Hans Troyer, il vincitore 2025, ha percorso in 2 ore e 27 minuti. Gli ultimi 14 km, infine, sono un saliscendi su asfalto.
È una gara che definisce gli albori dell'ultrarunning americano e, quindi, di quello mondiale. È una gara che attira sia trailrunners che stradisti, divisione non così netta come da noi negli states. Dove un giovane cresciuto nell'atletica può scegliere di diventare trailrunner o direttamente ultramaratoneta, saltando la maratona. Al contrario del trail europeo, dove invece si arriva al trailrunning più che altro dalla corsa in montagna pura o da altri sport alpini, come lo scialpinismo (portandosi dietro quei noiosi bastoncini - nota di Utze che non rispecchia l'opinione del Runnerpillar Team dove i bastoncini sono molto apprezzati - ). La JFK infine, anche se meno appariscente di altre 100 miglia americane o gare by UTMB, è usata come rampa di lancio da tanti giovani runners aspiranti professionisti. Spesso chi si piazza bene nella JFK, diviene un campione famoso nel futuro.
Se riesci a completare gli 81 km e 900 metri di dislivello entro il tempo limite di 13 ore, ricevi un medaglione con la faccia di Kennedy e il nastro con i colori della bandiera americana.
La JFK 50 Mile è una gara, quindi, che ha tutto l'essenziale della Corsa e nulla del superfluo. Ci trovi infatti, Storia, Trail, Maratona e un grosso attaccamento a questo sport come simbolo di comunità, di riscatto e di tradizione.
E questo forse è un po' di tutto quello che Mr President Kennedy voleva regalare alla sua nazione.
Luca Utzeri, 25 novembre 2025

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