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10 anni fa nasceva Runnerpillar

10 anni fa nasceva un'idea di correre diversa: lontana dai cronometri e dagli standard del podismo di allora.

10 anni fa nasceva la voglia di tuffarsi in uno sport senza schemi, senza gli obblighi d'altri tempi.

10 anni fa il mondo era diverso:
- le piastre in carbonio non esistevano
- non c'erano le shake out run e le running crew
- per correre una maratona ci volevano 3 minuti in più
- i loghi le immagini e i testi non erano tutti figli dell'intelligenza artificiale

10 anni fa nasceva Runnerpillar.

E l'estremo allora era vedere Pippo, Dima e Fabio affrontare una 20k.

Si chiacchierava in terrazzo, si leggeva Galloway e come "grandi imprese" si sognavano le maratone, 10 anni fa ho trovato un compagno di viaggio che ha avuto la forza e l'entusiasmo di creare un mostro: una famiglia sempre più grande che si nutriva del suo stesso entusiasmo e della sua diversità.

Oggi che snoccioliamo Ultra come se fossero 10 k di paese, NON DIMENTICHIAMOCI DA DOVE ARRIVIAMO.

Se Ferra e Annina, chiudono imprese epiche, lo fanno con quel fottuto spirito punk che ci ha sempre contraddistinto, grazie a quel germoglio di cardo che sboccia nel cuore di ognuno di noi.

10 anni fa, con Slow foot e il Garax, eravamo a bandellare il lungo Po per i nostri primi running brunch.

Le strane maglie nere con bruchi verdi o rosa comparivano alle partenze. Eravamo tutti fieri dei nostri colori. Tutti ridicoli. Tutti abrasi da quelle maglie di plastica con serigrafie dello spessore di un centimetro.

10 ANNI FA AVEVAMO I CAPEZZOLI IN FIAMME E NESSUNO SI LAMENTAVA.

Non lasciamo che il numero snaturi il nostro modo di essere.
Noi Runnerpillar - che si sia in 10 o in 1000 - non siamo fatti d'apparenza. Non viviamo grazie ai social: esistiamo grazie agli abbracci sudati e ll tifo. Se la tessera costa ancora 15 ? come 10 anni fa, è perché siamo rimasti sempre gli stessi stronzi, con quattro principi del cazzo da rispettare. Ognuno deve dare qualcosa per meritarsi di essere un Runnerpillar.

Ecco perché il Cap e Robi si rendono necessari alla nostra sopravvivenza, ognuno deve dare qualcosa e qualcuno un po' di più.

Se siamo leggenda, se siamo passati da 10 a 170 persone e neanche ci conosciamo più tutti, é perché siamo rimasti NOI.
Oggi quel mostro nutrito e accudito dal mio amico si autorganizza, si espande si deforma e prende nuovi lineamenti. Siamo 170 elementi che devono ricordarsi il perché indossano questi colori. Runnerpillar si muove come il mostro di Stranger things: in mille direzioni, ma con un solo obiettivo. Le nostre maglie non sono fatte per apparire diversi, ma per dimostrare che lo siamo. È un nostro dovere.

Aspettiamo gli ultimi, tifiamo come non abbiamo fatto mai. E che il Soglio sia la dimostrazione che nulla è cambiato.

La corsa non è immagine. Non saranno gli occhiali veloci a renderci migliori. Non saranno i milioni spesi in foto di grande impatto a fare di noi dei runner ne dei Runnerpillar.
SARÀ SEMPRE E COMUNQUE IL VIAGGIO A DEFINIRE LO SPESSORE.
Sarà solo la condivisione di questi attimi, gli sguardi negli occhi svuotati dalla fatica, gli sguardi negli occhi pieni di gioia reale - e non virtuale - a fare la differenza.
PERCHÈ SOLO LE LACRIME SON VERE.

Siamo Runnerpillar e non corriamo per i social. Corriamo per noi stessi, per il nostro Team, per vivere la corsa come filosofia di vita e pensiero. Corriamo per raccontare la purezza della corsa e contagiare nuovi sfigati.
Chi ha iniziato con noi lo sa bene.
Lo sa Richi, lo sa Pero, lo sa Luco, lo sa Luca, lo sa Ela, lo sa Cocco, lo sa Tallu, lo sa Stefi, lo sa Tozzi, lo sa Albi:
INSIEME SI PUÒ TUTTO.

Quando i podi finiranno, i like diminuiranno, il cronometro non farà altro che rallentare... solo in quel momento se continueremo a correre e a gioire della corsa, avremo capito cosa significa essere un Runner. Essere un Runnerpillar.

Differentemente tutto svanirà.

10 anni fa è come oggi, dimostriamolo.

Ci vediamo al Soglio.

gianmarco bardini, 22 maggio 2026

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