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Prague Marathon by Rp Team, la mia gara più dura, la mia gara più bella

Una volta una persona m'ha detto: "Se vuoi davvero diventare un ultramaratoneta, allora, anche quando non sei in forma, sei poco allenato e acciaccato, devi essere in grado di correre una maratona."
Una volta una persona m'ha detto: "Se la corsa è la tua religione, invece che semplicemente il tuo sport, non ti alleni per fare le gare, ma fai le gare per allenarti".
Visto come sto combinato male, mi sono ripetuto nella mente queste due frasi per 30 km, prima di crollare, letteralmente, e veder cedere una ad una ogni mia parte del corpo. Quello che nessuno mi aveva mai detto però, è che se vuoi superare le tue difficoltà, hai bisogno di una squadra, che sia davvero tale. Un team fatto non solamente di persone con la stessa maglietta, ma di persone con lo stesso animo. È merito dei miei compagni, e della mia compagna, se domenica sono riuscito a finire la gara più dura della mia vita. È merito loro e di quello che hanno fatto.
Anto, che da vero capitano fa gruppo e dà consigli, trova un nuovo record, di nuovo sotto le 3 ore, pochi mesi dopo Valencia e Milano, in una gara più dura e in condizioni peggiori.
Pippo sfiora una prestazione da top runner, alla sua prima esperienza assoluta sui 42K.
Richi aveva piccoli allenamenti nelle sue gambe ma grandi motivazioni nel suo cuore.
Luco, come previsto, ha preso questa maratona per i capelli, dando un calcio ai crampi che l'hanno assillato.
Davide, uomo da endurance, s'è fermato quando poteva sfrecciare, per aspettarmi e trainarmi al traguardo, che altrimenti avrei tagliato mezz'ora dopo, dicendomi "È merito tuo se sono qui, adesso tu la chiudi con me".
Gabbo è uomo davvero d'acciaio che nasconde un cuore grande. A metà gara si ritrova col ginocchio rotto. Chiunque si sarebbe ritirato, lui no, e corre l'altra metà di gara da infortunato, senza lamentarsi e prendendosi in giro da solo.
Dima chiude la sua prima maratona commuovendo tutti, è lui il vero vincitore di Praga. Lui la mia felicità più grande. Perché sono anni che corriamo insieme e se Runnerpillar esiste è anche merito suo.
Vale e Antonella ci inseguono per tutto il percorso, ritrovandosi a percorrere 16 km a piedi, per poterci incitare dall'inizio all'arrivo. Arrivo dove ci attendevano teneramente Chokri e Ferra.
Fadi in pochi mesi, da runner improvvisato, si ritrova ad essere un maratoneta esperto, e l'abbraccio in cui mi dice "Grazie" non lo dimenticherò mai.
Ed è questo il punto che nessuno mi aveva mai detto ma che tanti amici in questi giorni mi hanno dimostrato. La Maratona è un'avventura che si affronta soli, davanti a mille imprevisti, dolori e paure. Ma non sei mai davvero solo, se hai al tuo fianco una squadra di amici. E all'arrivo siamo tutti quasi più contenti per l'altro che per noi stessi. Che tutti diciamo la stessa cosa "Se anche solo uno di noi non l'avesse chiusa, non sarei qua a festeggiare". Anche questo ci ha insegnato Praga.
"Grazie" e un abbraccio.
#runnerpillar #runnerbirras
PS ringrazio mio padre che mi ha subito riportato coi piedi per terra appena tornato in Italia: "Quanto ci hai messo a finirla?! Meglio che non lo dici in giro."
Luca Utzeri, 10 maggio 2022

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