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Zermatt-Gornegratt Marathon 2021

Il mio ritorno in gara, dopo la lunga parentesi causata dal COVID!! Era da ottobre 2019 che non potevo più gareggiare, e quanta gioia ho provato!
No, ragazzi, aspettate un momento: la mia prima gara assoluta post COVID aveva avuto luogo la domenica passata, il 27 Giugno, a Grenchen. Quello era stato il mio effettivo ritorno sui circuiti. Ma di essa, ve ne parlo in un altro momento. Adesso concentriamoci su Zermatt.
Allora, dicevo, tornavo a correre una maratona. E consideriamo quanta fatica per partecipare: la settimana lavorativa era stata molto più pesante del previsto, avevo trovato un posto per fare il test covid per un pelo in una farmacia a Basilea, ero arrivato a Zermatt (anzi, a Täsch) solo alle 21:00 del venerdì sera (la mia compagna era arrivata da un'ora e stava ad aspettarmi). Della serie....dovevo proprio sudarmela quella maratona! Un estraneo avrebbe potuto pensare: costui non riuscirà mai a correrla tutta: vedrai che si ritirerà prima!
Ma io sono un osso duro e chi mi conosce bene lo sa.
A Täsch, in albergo, cena alquanto sostanziosa, in vista della pesante gara.
La mattina dopo, mi faccio una buona, anzi ottima, colazione a base di pane e marmellata, evitando accuratamente ogni latticino (so bene che, prima di una gara, questi cibi non fanno bene a noi atleti). Rientro in camera, controllo per bene di avere tutto nello zainetto e mi avvio alla stazione, direzione St. Niklaus, ove la maratona ha ufficialmente inizio (così come l'ultramaratona e la mezza maratona). Avviene esattamente come esposto nel sito internet: ad ogni ingresso dobbiamo consegnare i certificati dei test, ci fanno un timbro, ci danno il pacco gara (con sorprese davvero utili)...poi possiamo "cambiarci" e consegnare i nostri zainetti al furgone che li avrebbe portati all'arrivo.
C'è un pallido sole, non fa molto freddo e la temperatura promette di essere alleata.
Alla partenza incontro un ex compagno del vecchio club, scambiamo due parole e ci facciamo gli auguri. Incontro anche tre compagni dello stage fatto a Pontresina con Viktor: il loro incontro mi rende davvero contento.
Arriva il momento della partenza. Quando lo starter dà il via, mi sento come ritornato dove voglio essere: su un circuito di una maratona montanara.
Inizio a correre sciolto, per le vie di St. Niklaus. C'è qualcuno lungo il percorso ad incitarci ad applaudirci, ma poche persone. Posso notare che anche questo paesino è molto grazioso, come ogni villaggio di montagna, del resto.
Non voglio preoccuparmi degli altri (chi sorpasso, chi mi sorpassa...): non mi è utile. La gara è mia, tutta mia ed è solo su me stesso che mi devo focalizzare. E, non dovendo fare uno sprint in pista, posso anche lanciare un'occhiata al paesaggio circostante. Mamma mia, quanto è puro! Il mio Cantone svizzero preferito rimane il Grigioni, ma anche il Vallese non scherza in quanto a bellezza e natura.
Usciamo da St. Niklaus e corriamo fra percorsi asfaltati, naturali, leggere salite e discese, tratti ghiaiosi....tutto tranquillo per ora. Sento che posso benissimo portare a termine la gara.
Passiamo per Mattsand, Herbriggen, Breitmatten e giungiamo a Randa ove passiamo per il centro del paese.
Dovremmo passare anche per Täsch, penso. E in effetti ci passiamo ma, non vedendo cartelli indicanti, non me ne rendo nemmeno conto. In fondo, durante la gara, non so mai di preciso dove mi trovo: il Garmin registra tutto e vedrò il percorso una volta finita la gara.
Dopo un bel po' di strada, si iniziano a intravedere le case di Zermatt (quella è riconoscibilissima). Entriamo in paese e passiamo per la via principale, dove diverse persone sono distribuite dietro le transenne ad incitare tutti noi . Sono davvero belle soddisfazioni! Mi guardo un po' intorno, riesco a sorridere e cerco fra quelle centinaia di volti, la mia compagna. Non la trovo.
Corriamo fino ad uscire da Zermatt, per poi rientrarci. Non mi piace molto queso tratto tutto asfaltato: sento che il mio ginocchio destro un po' ne soffre.
Dopo Zermatt, inizia la parte più difficile della gara: 21.1 km tutti in salita. E non saranno salite regolari! Per la forza di gravità, inizio a rallentare. Il mio scopo è arrivare in fondo, questa è una gara di allenamento e non bisogna affatto fare stupidaggini. Se mi sorpassano, amen, non ho mica nessuno che mi preme sulle spalle. E poi, andando piano, posso godermi meglio il panorama.
Saliamo sempre più in alto, in mezzo a boschi meravigliosi. Ad ogni punto di ristoro, cammino un po', bevo molto e mangio pezzi di banana. In quelli più in altura ci viene offerto anche del brodo caldo (che io bevo avidamente).
Il percorso è davvero durissimo, bisogna fare attenzione, usare il cervello, dosare bene le forze.
Non so dove sono. Quello che so è che stiamo correndo in mezzo ad una bellissima natura.
Vedo un laghetto, il Findel. Qui il percorso diventa discendevole, ma attenzione! E' tutto un pietrone. Occorre avanzare adottando la strategia di passo altrimenti....ahi ....ahi....
C'è poi un tratto largo, ghiaioso, ove posso riprendere un po' di velocità. Per un buon tratto, il ritmo accelera e posso correre più rapido (e sciolto). Quanto mancherà all'arrivo?
Occhio, occhio qui! Questo tratto è piatto ma tutt'altro che agevole, attenzione a dove metti i piedi fra queste pietre aguzze. Si può scivolare ad ogni passo! Gente più abituata e agile mi sorpassa.
Vedo un atleta con l'acido lattico alle stelle, che non riesce più a muoversi: fortunatamente il figlio è lì vicino e può chiamare i soccorsi.
Io non voglio e non devo cedere: ho avuto tanti ostacoli lungo la strada di preparazione per questa gara e voglio finirla a tutti i costi.
Oramai non dovrebbe mancare più molto.
Le salite si fanno sempre più impegnative e non riesco più a correre. Ma mantengo una postura decisa e attiva e muovo le braccia. Il mio corpo sente che ce la metto tutta e che arriverò di certo alla fine. Cerco sempre di mantenere il sorriso sulle labbra e dentro di me.
Diversi atleti che mi avevano sorpassato durante la gara, adesso sono alla fine delle loro forze e me li lascio tutti alle spalle.
Vedo uno ski-lift: l'arrivo dovrebbe là, penso.
Continuo ad avanzare coraggiosamente, lo ski-lift si fa sempre più vicino ma non vedo l'arrivo. Quanto mancherà? Adesso il mio corpo comincia ad essere alla fine, occorre superare il traguardo. Coraggio, ancora uno sforzo!
Dalla galleria sento lo sferragliare del treno.
Arrivo alla fine di una salita e lascio passare una ragazza.
Adesso vedo il traguardo e il coraggio dentro di me cresce. Accelero. Il traguardo è davanti a me, ormai ci sono. Corro corro corro ....finalmente traguardo superato!! Evviva, ce l'ho fatta!!! Un'altra maratona montanara completata. Ritiro la medaglia, felicissimo, i volontari mi ridano subito lo zainetto. La gambe mi fanno un gran male, hanno davvero dato tutto.
Incontro anche il Presidente di Swiss Athletics che mi regala una sacca come ringraziamento per l'ininterrotto sostegno che io , come Gold Member, do loro da ormai molto tempo (7 anni per essere esatti).
Mamma, che mi ha seguito online mediante Datasport, mi comunica il risultato: 14-esimo in categoria. Grande!! Doveva essere solo una maratona di allenamento....
Telefono felicissimo alla mia compagna e comunico anche a lei il risultato. L e chiedo di restare a Zermatt, prendo il primo treno disponibile e scendo giù, dove ci rivediamo e festeggiamo. Mangiamo un'ottima pizza e poi passeggiamo per il paese. Molta gente, vedendomi con la medaglia al collo mi applaude.
Che belle sensazioni!
Un giorno da star!
Michele Brugnatti, 31 luglio 2021

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