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A Christmas Carol di 25 Km

Neanche tre settimane fa, Enri mi scrive "Sto pensando di fare una cazzata e ho bisogno di te". Enrico ha ripreso a correre da poco, brevi distanze, ma nelle vacanze natalizie vuole fare una Mezza Maratona, su un percorso che ha pensato lui, "l'ho fatto una volta con Enrica, in bici però! Probabilmente sono più di 20 km". Gli dico che ci sto, perché queste sono le pazzie che mi esaltano, però sono un po' preoccupato per lui, per il suo poco allenamento e perché alle vacanze natalizie mancano meno di tre settimane. Lo convinco a provare prima una distanza intermedia. Ne facciamo 13, una sera, con Gabriel che accetta di partecipare a questa cazzata. Enri i 13 km li fa in scioltezza, come se nulla fosse. Allora mi convinco anche io, 20 km li ha, al massimo non cammina il giorno dopo.
Decidiamo di fare la nostra personale Mezza il 24 dicembre, la Vigilia, e altri pazzi si uniscono a noi tre: Riccardo, Simo, Pippo e Giammi, mentre Alby decide di farci da supporto in bici.
Il giorno prima del grande evento, Enri mi chiama "Forse salta tutto, questa sera ho una serata impegnativa, non so come ne uscirò. In ogni caso ti do conferma entro le 22."
Alle 22:30 non ho ancora nessuna notizia di Enri, allora, visto che anche io sono a una festa, mi lascio un po' andare. Quando sto per coricarmi, alle 00:30 mi arriva una foto da Enri: c'è un uomo mezzo nudo su un bancone di un locale, con sotto scritto "Tutto confermato per domani!".
Il mattino dopo siamo stranamente quasi tutti puntuali ma Pippo e Giammi, da runners si sono convertiti in ciclisti come Alby, non se la sentono di fare tutti quei km di corsa allo sbaraglio. Io guardo Enri, la sua cera non è delle migliori, ma l'umore è alto.
Partiamo e Simo subito scalpita e va dritto in testa a dettare il ritmo, mentre io mi metto defilato a chiudere il gruppo. Il giro che ha studiato Enri è molto bello e passando di fianco alla Stura, tra un boschetto pieno di rovi, ci ritroviamo alla Reggia di Venaria e poi nella Mandria. Da lì risaliamo la Stura dall'altro lato, fino a Robassomero, per poi scendere di nuovo. Ed è qui che vedo la cera di Enri cambiare nuovamente colore, in peggio. Gli passo un mio gel e gli dico in continuazione di bere. Il talento c'è, la volontà è enorme, però mi pecca di inesperienza (e di troppe bevute la sera prima). Alla fine il gruppo si sfilaccia, i bikers Pippo e Giammi decidono di tornare a casa proprio quando avremmo più bisogno di loro, ma Enri continua a tenere testa a me e Simo davanti. Quando arriviamo a quota 20 km capiamo che in realtà i km per tornare a casa saranno molti di più e Simo decide di dare un'accelerata. Do un'occhiata a Enri, che sembra essersi ripreso, e comunque c'è ancora Alby in bici che ogni tanto gli passa la mia preziosissima acqua (dannato Alby). Allora scelgo di stare davanti con Simo, con Enri poco dietro che si allontana e gli altri un po' staccati. Gli ultimi km io e Simo siamo liberi di correre, al nostro ritmo, quasi in completa sintonia, come se corressimo assieme da sempre, con falcata sempre più ampia, sbagliando pure strada (allungando ancora il percorso) e dicendoci solo qualcosa ogni tanto. Una delle poche cose che Simo mi dice è "È la prima volta che raggiungo una distanza così lunga". Gli rispondo che per me è un onore averla corsa con lui. Ed è in quei momenti che riscopro il vero motivo per cui amo questo sport.
Arriviamo al parcheggio dove ci sono le nostre auto e sono così felice che vorrei correre ancora. Faccio i complimenti a Simo, ci abbracciamo. Poco dopo arriva Enri, felice. Anche per lui è la prima volta.
- Ti sei corso più di 25 km solo per il gusto di farlo, senza motivo logico, senza preparazione. Sei stato pazzo, sei stato grande.
- Limits like fears are often just an illusion - Micheal Jeffrey Jordan - E poi volevo farlo anche per stare con degli amici.

Hai ragione Enri, anche questa volta.

Luca Utzeri, 25 dicembre 2019

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