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Ho messo sulla strada mia moglie

CONTO ALLA ROVESCIA PER LA MARATONA DI NY

Un insieme di emozioni e di sensazioni mi attanaglia in procinto di partire per New York. Non correrò la maratona in quanto ancora in fase di recupero da un fastidioso e lungo infortunio; "assisterò" mia moglie a cui ho regalato l'iscrizione perché una MARATONA E' PER SEMPRE!

Facciamo un salto indietro a gennaio quando è avvenuta la consegna. Colta da un tracollo ormai il pettorale era pagato e non cedibile e si deve procedere ad un piano dolce di preparazione a resistere per 42 e rotti chilometri con un pregresso da NON sportiva ma solo da camminatrice.

Iniziamo ad alleggerire il fardello regolando l'alimentazione con un semplice rapporto calorie bruciate e calorie ingerite. Iniziamo una messa su strada (detta così sembra altra cosa!) con qualche chilometro a passo libero, un'oretta di passeggiata. La possibilità di provare scarpe non ci manca e faccio fatica a farle scegliere una scarpa comoda da una scarpa bella, con un bel colore che magari si abbinerebbe alla fascia... Il parco della Mandria è la location ideale con percorsi e chilometri tracciati dove io ho continuato ad allenarmi e in maniera discreta e lontana studiavo Elisabetta con il suo ritmo e il suo accenno alla corsa.

Passano le settimane e il fardello si alleggerisce di qualche chilo ma aumentano i chilometri e aumenta il tempo dedicato a stare sulle gambe. La svolta arriva in tarda primavera quando "lei" decide di allenarsi lo stesso sotto il diluvio e io da principino sui rulli all'asciutto! Ci siamo! La scimmia l'ha conquistata! D'ora in poi non ci sarà più caldo, freddo, pioggia e neve che possa fermarla!
Il periodo estivo dedicato alla montagna con allenamenti lunghi e anche con del dislivello e un occhio di riguardo sempre all'asfalto attore indiscusso della maratona preparano le gambe e anche la testa. Il mio infortunio mi permette di divertirmi in bici e scorrazzare all'inseguimento di Elisabetta ormai determinata e orientata all'obiettivo.

Di tempi, frequenza cardiaca e passo non ne vuole sentir parlare nonostante un cardio frequenzimetro al polso da far invidia ai migliori runners. Per maggior sicurezza verifico (di nascosto) le sue tracce gps e scopro con grande sorpresa che qualunque sia il percorso, il meteo, il dislivello, le ore sulle gambe, la media del passo è sempre quella, costante, una linea retta e rispecchia il suo desiderata (non tanto il mio, ma va bene lo stesso!)
Se veniamo a qualche numero possiamo dire che in questi 10 mesi ha visto volare 11,5 kg, più di 1000 km percorsi, qualche migliaio di metri di dislivello. E anche la pazienza adesso sta per volare via e quello che resta è l'ansia da prestazione. Quell'ansia "buona" che assale chi persegue un obiettivo. Quell'ansia che solo la regina di tutte le gare sa offrirti; i dubbi sulla resistenza a percorrere la distanza. Ma un'ansia consapevole di cosa stai affrontando con un certo rispetto reverenziale.

Avendo provato sulla mia pelle per enne volte quella bella e dannata distanza cerco, sempre in maniera discreta, di prepararle ogni minimo dettaglio a partire dall'abbigliamento, l'idratazione, gel, barrette, sornione osservo il cibo prima e dopo ma la sua testa e le sue gambe pare reggano la svolta.
Arriveremo a New York qualche giorno prima, potrà allenarsi a Central Park e mettere su ancora qualche chilometro ma non qualche chilo; una supervisione ai punti critici (almeno quelli che lo sono stati per me) del percorso.
Arriverà quel giorno con le gambe che avranno voglia di muoversi e forse stramaledirà il giorno in cui le ho fatto quel regalo ma si trascinerà al traguardo.
Mi paleserò durante il percorso, qualche foto e verificherò che il ritmo sia corretto.
Ha affrontato la preparazione con disciplina, dedizione e determinazione che, a mio avviso, sono i tre ingredienti fondamentali e richiesti per allenare la mente a tal fatica.

FORZA ELISABETTA! FORZA RUNNERS!

Proverete emozioni uniche!

maurizio garassino, 28 ottobre 2019

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