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La moglie del runner - parte seconda

Come vi ho raccontato in un post precedente la vita della moglie di un runner non è tutta rose e fiori, bensì impegno, dedizione e attenzioni continue che vengono poi compensate dalle trasferte e dai viaggetti di cui sopra.

La moglie del runner deve essere attenta e scattante anche durante la performance del proprio atleta:

1 - deve studiare il percorso di gara, conoscere a memoria tutte le fermate della metro che le permettano di tifare in uno o due punti, escluso l'arrivo (troppo scontato!); dunque non esistono le ore libere per lo shopping perché la moglie del runner corre tra le varie tappe con il cellulare in mano pronto allo scatto.

2 - la moglie del runner è dotata di telefonino con fotocamera Leica o, se professionista, da fotocamera Leica con zoom che nemmeno Corona nei suoi tempi migliori aveva in uso. Il runner va fotografato a raffica e va scelta la foto dove il viso è rilassato e il passo felpato perché quella foto sarà oggetto di analisi accurata: "Ely guarda come ho poggiato il tallone, guarda il muscolo com'era teso, che espressione di sofferenza; Ely ma ho tutte queste rughe?" Da questa domanda scaturisce la risposta: "no tranquillo, te le ho aggiunte con Photoshop per renderti più interessante".

3 - la moglie del runner socializza anche se è timida. Socializza ad ogni appostamento con tutti coloro che le stanno vicini. Lo fa per conquistare una buona posizione per scattare la famigerata foto e poi perché scatta lo spirito di squadra e il "SIAMO TUTTI NELLA STESSA BARCA" e quindi ci si domanda chi è il/la maratoneta in gara, marito, moglie, figlio, figlia, amici.
Nel caso di massima socializzazione ci si coalizza prestando la propria voce al coretto di incoraggiamento; ho urlato in ordine sparso: Pedro, Maria, John, Simon, Carlo e altri hanno gridato con me GARAX! GARAX!
Il massimo della socializzazione, poi, sfocia nello scattare foto ai runner altrui con relativo scambio su WAP e o FB; nascono nuove amicizie.

4 - la moglie del runner deve avere una vista da falco per riconoscere il proprio atleta dagli altri 59999
Ovviamente la sera prima ci si accorda per indossare abiti unici. Difficile essendo tutti in canottiera e pantaloncini, allora si punta sul colore che, ovviamente, sarà lo stesso scelto da migliaia di persone.
A Boston il Garax aveva le scarpe arancioni e la canotta arancio della Podistica Torino, ebbene l'arancio era il colore dell'anno!
Nonostante sia una talpa il Garax lo riconosco da lontano, sarà l'amore coniugale che dopo 21 anni mi accende il sensore e lui mi sente sempre quando lo chiamo (merito del mio gracchiare!).

5 - la moglie del runner ha uno zaino sulle spalle che viene perquisito ad ogni accesso. Il runner non spedisce il cambio con l'organizzazione e non per mancanza di fiducia, ma perché la moglie è più veloce di un servizio baggage.
Nello zaino c'è il cambio che può comprendere dalla maglietta al corredo completo asciutto, un carboidrato semplice (pane, bagel), cioccolato e una bottiglia di coca-cola perché se subentra la nausea o se c'è necessità del rutto la pacca sulla schiena non è sufficiente.

Insomma dopo 42 km il runner arriva con il ferro al collo, l'occhio lucido, sudato e puzzone come l'organico in estate, cammina lento e va sorretto per fare le scale, dopo un sorso di coca-cola fa un rutto che pare un tuono e sorridendo ti dice: "NON SAI CHE FATICA STA MARATONA... dovresti provare..."
Ah sì! Bene Garax!
A Novembre tu sarai il marito della walker e proveremo entrambi una nuova esperienza.

maurizio garassino, 31 maggio 2019

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