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IL MIO PRIMO DESERTO: UN SOGNO

Maddalena Lanzilotti di recente incoronata Campionessa Italiana Fidal 24H cat MF45, Premio Forrest Gump Podistica Torino , ci regala le sue emozioni in un racconto di corsa nel deserto.

Tutti noi passiamo dei momenti difficili nella vita, chi più chi meno, alcuni ti travolgono come un uragano e sai che devi sempre combattere! Se li superi penso sia, perché c'è ancora bisogno di te in questa terra. Non bisogna mai arrendersi e occorre sempre provarci per non avere mai rimpianti; queste parole le ho già dette ad alcuni di voi ma non smetterò mai di ripeterle. E' importante distogliere la mente con qualcosa che ci piace, qualcosa che ci faccia sentire bene e liberi.

Nel 2013 ho iniziato a capire che potevo farcela nonostante un paio di gravi problemi di salute; il male era quello che negli ultimi decenni ormai affligge tanta gente giovane e meno giovane;
Grazie! Grazie! Grazie! La corsa mi ha fatto rinascere.
Inizia così la mia avventura di corsa.

Siamo nel 2018 e con grande gioia ed emozione vengo contattata per far parte del Trofeo Puglia Campionato Iuta Ultra trail e in quel periodo stavo preparando la 100 km di Seregno su strada. Non potevo farmi sfuggire un'occasione così e ho deciso di provarci; i trail mi piacciono molto, mi svagano anche di più con i loro panorami e i loro percorsi.

Il 25 marzo 2018 mi infortunio scivolando su una pietra e sono costretta a prendermi un pò di riposo forzato perdendo tutto il lavoro fatto; anche in questa occasione sono sempre stata positiva, una frattura passa e tutto si aggiusta, il fermo è stato di circa quattro mesi per la frattura rotula ginocchio sinistro.

Il 18 luglio 2018 decido di fare qualcosa che mi potesse ridare un nuovo brivido, qualcosa che sognavo da anni: una corsa nel DESERTO.
Arriva il grande giorno il 29 settembre 2018.
Tutto è pronto: scarpe, maglia, cappello, calze, crema piedi, cibo, zenzero, papaia, parmigiano, uova sode, noci e infine l'acqua almeno 2 litri, ne avevo 2,5 lt, il caldo non è il mio forte, meglio sopportare un peso maggiore sulle spalle che soffrire il caldo e la sete con rischio disidratazione.
Ore 04.30 suona la sveglia.
Ore 5.30 destinazione luogo partenza gara
Ore 7.00 lo START
Ci siamo adrenalina a palla, il cuore batte, occhi lucidi, ci si saluta, ci si augura in bocca al lupo, ecco ci siamo. START!! GO GO GO !!!
Vai Maddy !!!..parti pure più veloce ma non troppo! Ho ascoltato il mio amico Rached il quale mi aveva detto meglio più veloce perchè più fresco e il percorso più scorrevole quindi sono andata finchè potevo senza pensare ai cancelli.
Gli unici obiettivi erano i check point per riempire le borracce di acqua, erano cinque a circa 20 km uno dall'altro. Il primo check point 2h10' (cancello 4 ore) pieno recupero, stavo benissimo con un'ottima media ma sapevo che sarebbe durata poco. Alle 10.30 il sole era già bello tosto con temperatura di circa 41-42 gradi.

Si procede e si inizia a sentire la sabbia fine, chiara e farinosa; il caldo è più fastidioso, non ci si può nascondere da nessuna parte. Come non bastasse arrivano le mosche insopportabili che si appiccicavano al viso e non ne volevano sapere di andare via; sono circa le 11.30 e il secondo check point al 35esimo km ; sto ancora bene nonostante il caldo e i volontari mi riempiono le borracce e mi chiedono se ho bisogno di una doccia di acqua al volo; un pò di datteri e si riparte per il prossimo check point che al 50esimo km (erano poi 52!!!!) , capite che 1 km alle due del pomeriggio nel deserto sulla sabbia nemmeno un top li percorre in 6-7' .
Avevo terminato l'acqua e in lontananza non mi accorgo di un italiano che supero, procedo e trovo Ala una ragazza bellissima della Giordania, le chiedo da bere perchè sentivo la bocca secca. Senza esitazioni mi sporge il tubo del suo camel bag, mi sento rinascere e si parte insieme, ma proseguo da sola in quanto lei stanca si è fermata.
Mi riprende l'italiano di Alessandria, Franco Gallina, si accorge che ero un pò cotta e barcollante e mi offre l'acqua.
Percorriamo circa 1 km insieme fino al check point del 52esimo km e finalmente i volontari con la pompa ci buttano acqua in testa e sulle gambe per farci riprendere.
Mi tolgo le calze e le scarpe e svuoto la sabbia; dopo aver mangiato qualcosa riparto con Roberto Marino, un ragazzo che vive sul lago d'Iseo .
Decido di proseguire con lui raccontandocela, solite pause per svuotare le scarpe, una veloce minzione senza possibilità di appartarsi, in un contesto del genere non era certo una preoccupazione. In queste gare è sempre bene tenere sotto controllo la colorimetria, testa, mani, polsi sempre bagnati con attenzione particolare a non consumare troppa acqua.
Le mani gonfie al 65 km e così il sole caldo iniziava a scemare e finalmente si respirava, si accennava una corsetta e dopo pochi centinaia di metri troppa sabbia e si riprendeva a camminare.
Ci ritroviamo a fare una salitina (alla faccia di chi dice che il deserto è piatto!!!) e subito dopo un pezzo di strada; sentiamo urlare e vediamo una 4x4 con la moglie di Roberto e le sue amiche che facevano visita alla zona.
Grandi riprese video e foto ed è stata una bella spinta emotiva e una botta di energia. Attimi felici che accadono quando corri dei tratti molto lunghi, piccole emozioni che ti danno una carica e un'energia che ti fanno dimenticare tutta la stanchezza e giù di gas a manetta!
Si prosegue e iniziavo a vedere il tramonto e i dromedari, la prima stella a sinistra la ricordo bene.
La stella polare ci illumina e ci porterà al traguardo: è un portafortuna!!!
Anche Roby condivide lo spettacolo nonostante fosse molto stanco e con il mal di stomaco. Gli passo dello zenzero e lo rassicuro dicendogli che ho un marsupio con tutto quello che necessita essendo un'infermiera compreso una lettera in inglese per eventuali urgenze. Sono diventata il suo idolo!
In queste situazioni non mi interessava arrivare un'ora prima o dopo volevo continuare con lui; mi trovavo bene ma era troppo stanco e anche il camminare diventava un problema.

In lontananza si intravede un runner che cerchiamo di raggiungere e abbiamo fatto circa 500 mt insieme e lasciavo così Roberto in compagnia. Iniziava a essere buio e avevo notato che lui in quel momento avesse bisogno di sostegno. In quel momento avevo dentro un'energia e non vedevo l'ora di arrivare alla fine per tagliare quel traguardo che ho sempre sognato, immaginato e visto in televisione e sulle riviste.
Mi allontano e ogni tanto mi giravo e urlavo per dar forza. Procedendo da sola tra corsetta e camminata nel buio totale con un cielo stellato da favola, la luna, la sabbia e lo spettacolo dei dromedari con la luce frontale che rifletteva le loro ombre.

Il buio della notte è stato un'emozione unica e si proseguiva facendo sempre attenzione all'idratazione e a mangiare qualcosa alternando dolce e salato e ancora tanta sete e acqua.
Il mio orologio segnava 80 km; si svuotano le scarpe, si riempono le borracce dell'acqua e siamo all'ultimo check point .
Il prossimo sarà il traguardo, un 20-22 km praticamente una mezza.
Mi faccio coraggio e mi incito da sola ad alzare le chiappe e le gambe: più sarò veloce e prima arriverò.
Mi si accavallavano i pensieri; mio marito a casa che mi seguiva, la mia famiglia, mia mamma che non sapeva dove fossi per non farla preoccupare, la mia cagnolina Neve che tutte le volte che vede il borsone si infila dentro perché non vuole che vada via.
Forza Maddy alza le gambe e vai e non voltarti indietro tanto non sei da sola ,ci sono le stelle e i tuoi 2 angeli custodi che ti guardano.
La stanchezza e il buio mi costringono ad un'attenzione massima nel seguire il percorso; anche il mio orologio è stanco e mi abbandona.
Mancava poco e dovevo proseguire ma finalmente intravedo, dopo ore in solitaria, delle luci e sento delle voci.
Saranno allucinazioni?
Il traguardo, il gonfiabile , la FINISH LINE , questo momento così tanto atteso, ormai ci sono, inizio a saltare e urlare dalla gioia come solo io so fare.
La fatica è sparita e rimane la GIOIA del traguardo e di rivedere le persone che amo e gli amici!
Il giorno successivo guardo la classifica e mi ritrovo prima donna italiana, ottava donna e 46esima assoluta.
Questa è la mia prima esperienza nel deserto del Sahara, ma sarà l'ultima?
Questa è la favola di Maddy! (ndr)

P.S. Quando corro non sono mai sola perchè corro sempre con la speranza nel cuore!
Maddy

runnerpillar.com, 25 ottobre 2018

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