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Perché le persone corrono?

Perché le persone corrono Utze? Mi chiede Gabri, al 24esimo chilometro, dopo tre ore passate assieme, io, lui e Pippo, a correre uno a fianco all'altro. Io rispondo di getto "Perché non dovrebbero?"
In effetti la domanda ha senso: perché passare il sabato mattina a correre su per un monte, con, ad ogni passo, una parte diversa del corpo che tira o che soffre?
Anche io ho iniziato a correre per sfidare gli altri, gli amici, quel conoscente. Correvo per vedere se ero più veloce di loro alla gara paesana della sagra del prosciutto, anche se quel prosciutto, noi non lo s'è vinto mai.
Si correva per amore per noi stessi e invidia per gli altri, due sentimenti che un po' di rancore teneva insieme.
Poi il tempo passa, gli infortuni arrivano, e così le sconfitte, numerose. Perché ci sarà sempre uno più forte e più veloce di te. C'è tra gli amici, nella tua zona, tra i tuoi contatti social, figuriamoci nel mondo. È allora che capisci che non è quello il motivo per cui corri. Inizi a correre perché ti rendi conto che, più delle gare, ti piacciono gli allenamenti, quelli che ti stravolgono la giornata e la vita. Tutto inizia con delle abitudini, malsane e stressanti, come può essere una corsa al gelo delle 6 di mattina o nella nebbia delle 19:30 di sera. E, un poco alla volta, quelle abitudini entrano dentro di te, creano dipendenza (che quando non puoi correre hai vere e proprie crisi di astinenza) ma, soprattutto, definiscono quello che sei: tu sei un runner. O almeno, finalmente, lo sei diventato. Non c'è niente di più difficile da spiegare della corsa. Uno sport che predica sofferenza sin dal primo passo, uno sport che esige disciplina e gradualità, che scandisce il tempo come è giusto che sia. In un mondo dove abbiamo tutto e subito, senza sforzo, basta un click e Amazon ci consegna a casa tutto quello che vogliamo, la corsa, invece, ci dice "Vuoi diventare un runner? Bene, devi darmi due anni della tua vita, perché è quello il tempo che impiegano i nostri muscoli, i nostri nervi, ad adattarsi allo sforzo della corsa. Devi darmi almeno 3 giorni a settimana della tua vita. Devi darmi sofferenza, tanta, rinunce, ancora di più, e infortuni, pochi (si spera)". E probabilmente non arriverai a nulla, avrai solo qualche medaglia sul collo e qualche acciacco nel corpo. Ma il tuo animo non sarà più lo stesso. Scoprirai qualcosa che non credevi di avere e di essere, e imparerai a conoscere, ad apprezzare, il tuo corpo. Quella cosa che ti hanno insegnato a vedere solo da un punto di vista estetico, comincerai finalmente a vederlo come il tuo principale alleato, che ti permette di spostarti nello spazio-tempo, che ti permette finalmente di vivere.
Ed è allora, quando avrai capito tutto questo, quando avrai capito finalmente cos'è la corsa e cosa sei tu, che le sconfitte, le invidie e il rancore verso gli altri scompariranno. Perché la sconfitta esiste solo per chi ne ha paura.
E la sera sento di nuovo Gabri
- Come stanno le gambe? Sei cotto?
- Sto benissimo! Andrei di nuovo a correre adesso!
Ecco perché le persone corrono.

Anche questo è Runnerpillar. Non fermarti.
#Runnerbirras #Runnerpillar #RpTeam
Luca Utzeri, 30 gennaio 2022

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