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La mia gara più bella

È la mattina del 25-11-2007 e siamo appena arrivati a Trino per la mezza maratona "Terre d'acqua". Per tutto il viaggio Sandro ha continuato a caricarmi: "In allenamento hai dimostrato che puoi andare sotto 1h30', hai gia corso la mezza di Torino con Mascia e sei andato benissimo. Ora devi solo andare al mio passo fino al 18°, poi ti fai un 3000 a tutta senza aspettarmi". Come al solito tappa al bar, caffè e pisciatina. Per il caffè aspettiamo un quarto d'ora, la pisciatina salta, dobbiamo andare a cambiarci nella palestra e siamo già in ritardo. Ci cambiamo in fretta ma dobbiamo rinunciare al bagno, è già ora della partenza. Sandro è nervoso e cerca di tranquillizzare me: "Non cambia niente, il riscaldamento lo facciamo in gara e troviamo anche il tempo per il pisc-stop, massimo perdiamo 2 minuti ma dovresti riuscire lo stesso a scendere sotto 1h30'."
Partiamo, io sono tranquillissimo come al solito (ho ripreso a correre dopo 35 anni per divertirmi e con la Venturoli ci sto riuscendo, non partecipo mai alle riunioni del giovedì sera perché iniziano quando io vado a dormire e non si sa quando finiscono...poi ci sono le sfide e Sandro ha lanciato il guanto di sfida, in mia vece, a Mingozzi e Mandes e non può permettersi di farsi sfottere per quattro mesi fino alla Mezza delle Due Perle). Sandro è sempre più nervoso, mi dice di andare piano ma si vede che vorrebbe correre a briglie sciolte, (ci sorpassa un gruppetto capitanato da Sonia che non perde l'occasione per farsi notare) al secondo km mi dice: "Appena arriviamo in direzione di quel boschetto ci fermiamo per il pisc-stop da 30 secondi e poi ripartiamo con la tabella di marcia che avevamo stabilito" (avevamo stabilito? Io non so neanche cosa significa quando durante gli allenamenti parlano di 4 al km...). Pisc-stop effettuato, ma faccio un po' di metri e sento la pancia strana, mi sa che non mi sono liberato del tutto, però vado avanti perché non so come dirlo a Sandro. Comincio a sudare..."Sandro mi devo fermare ma tu vai deciso, io appena mi riprendo vado tranquillo fino al traguardo, vorrà dire che il tempo lo farò a Santa Margherita". Mi guarda deluso, è proprio triste ma capisce che non si può fare diversamente e mi dice: "Ok ma mi raccomando riprendi piano, non strafare ormai è andata così". Raggiungo una siepe che delimita una cascina isolata, è un angolo nascosto, mi concedo il tempo necessario all'espletamento della bisogna. Sono passati parecchi minuti, io non porto l'orologio ma vedo arrivare le retrovie formate da quei podisti che hanno come obiettivo finire la gara e non si preoccupano del tempo. Mi sento chiamare: "Venturoli cosa fai qua in mezzo ai pensionati?". È Rubatà che di solito corre ai tempi di Sandro ma si sta rimettendo in forma dopo un infortunio. Vado al suo passo. Come sto bene! Mi sento leggero, le gambe girano. Arrivato al km 6 saluto Rubatà e parto. È una sensazione bellissima, le gambe vanno da sole, non ho nessun dolore e comincio a sorpassare - tantissime sono donne che non avevo mai visto in gara - non è neanche male 'sto punto di vista, sono da solo e corro immerso nei miei pensieri, sono felice e saluto tutti quelli che conosco e continuo a sorpassare. In lontananza, su un cavalcavia vedo due coscione storte che arrancano, è Sandro, urlo "Sandroooo", si gira, mi guarda stupito è felice, mi aspetta: "Come hai fatto? Te la senti di continuare a questo passo? Siamo al km 18!". Andiamo, Sandro non parla, corriamo come facciamo a fine allenamento, a tutta e continuiamo a sorpassare, vediamo una macchia gialla, è Sonia con il suo gruppetto, praticamente non le sorpassiamo, "le saltiamo". Arriviamo al traguardo "mano nella mano" con un sorriso felice come avessimo fatto una passeggiata. "1h40'!" urla Sandro, erano anni che non correvo così bene . Mingozzi e Mandes ci aspettano dopo il traguardo per cominciare a sfotterci, ma Sandro non se ne cura e li zittisce con una risata.

Sergio Utzeri, 26 gennaio 2021

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