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Chetoni Esogeni: l'ennesimo tormentone

E' il momento di dare una spiegazione per schiarire le idee su questo prodotto che spopola tra atleti e non.
Sono esplosi negli ultimi tempi e, soprattutto durante il primo lockdown, chi non è stato contattato da qualcuno in merito a questo nuovo prodotto. Io sono stato contattato da almeno un paio di persone per dire. Ora che la situazione COVID non si presenta rosea, almeno sul fronte chetoni esogeni facciamoci trovare preparati.
Approfondiamo un po' l'argomento prima di tirare sentenze.
Il nome chetoni esogeni deriva dal fatto che sono, appunto, esogeni, ovvero introdotti dall'esterno. Infatti, il nostro corpo produce queste molecole in particolari situazioni come il digiuno prolungato, l'alimentazione iperlipidica (es. chetogenica) o il diabete mellito non controllato. Queste molecole vengono prodotte come estremo rimedio alla mancanza di altri substrati energetici (i carboidrati) per non lasciarci a secco di energia, ma non sono di certo la prima scelta né per le persone "comuni" né per gli atleti.
Parlando di chetoni esogeni, ne esistono due tipologie:
1) Esteri di chetoni
2) Sali di chetoni o precursori

L'idea di base dei produttori può apparire sensata: se finisci il glicogeno muscolare inizierai a percepire la fatica, quindi prendi i chetoni in modo da avere un substrato alternativo ai carboidrati per risparmiarli. Inoltre, si attribuisce un effetto ergogenico a questi prodotti e, dal momento che la dieta chetogenica toglie i carboidrati (combustibile essenziale), dare chetoni dall'esterno senza togliere i carboidrati della dieta parrebbe portare con sé, da un lato l'effetto ergogenico, mentre dall'altro si avrebbe il risparmio dei carboidrati.

FANTASTICO DIRETE VOI...

Ma vediamo se gli studi confermano la teoria...
Come mi aspettavo non proprio. Infatti, degli effetti analizzati, 8 sono nulli, 3 negativi e 3 positivi. I dati sono molto contrastanti, ma per scrupolo vanno analizzati tutti!
Gli effetti negativi più frequenti sono nausea, diarrea, flatulenza, costipazione, vomito, dolore addominale ecc... Insomma, tutte cose che vorremmo evitare nell'atleta (e non solo). Per gli effetti positivi, un solo studio riporta aumento di prestazione con somministrazione di chetoni + carboidrati, ma uno studio simile non riporta effetti. Quindi va approfondito perché non riproducibile.

Il problema dei chetoni è che bloccano la glicolisi e quindi, se vuoi andare forte, non vanno bene perché la glicolisi è quella che ti permette di fare il lavoro anaerobico lattacido (es. sprint finale).

In definitiva, se vuoi andare forte non fanno per te e, per il momento, non ci sono dati sufficienti per consigliarli. Quindi, per me, si può andare avanti a cibo vero!



Dott. Emanuele Triberti
Biologo Nutrizionista
Tel. 379 185 1651
e-mail: info@tribertinutrizione.it

runnerpillar.com, 18 novembre 2020

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