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La Tokyo Marathon fronteggia l'emergenza Coronavirus

18 febbraio 2020
Purtroppo non sono bastati i nostri sentiti auguri per la buona riuscita di una grande e affascinante manifestazione come la Tokyo Marathon. Una gara dal grande fascino e dalla colossale partecipazione, ma giustamente gli organizzatori non potevano prevedere una situazione così difficile. Una disgrazia oltre che umana anche economica,  si parla di milioni di dollari.
Nella speranza che tutto si risolva al più presto, rimane comunque un articolo che ci fa sognare e venire voglia di partecipare ad una gara che tornerà sicuramente più bella di prima, del resto i giapponesi sono un popolo fortissimo abituato a fronteggiare emergenze come tsunami e terremoti, uscendone sempre rafforzati.


Siamo a sole 2 settimane dalla Tokyo marathon, ma la situazione si fa ogni giorno più delicata e l'ombra del temibile Coronavirus incombe sulla gara facendosi sempre più scura. In Giappone i casi di contagio sono poco più di 30, fatta eccezione per i passeggeri a bordo della Diamond Princess. L'invito rivolto ai residenti nella Repubblica popolare Cinese già iscritti è quello di non partecipare, di fatto lo stesso si trasforma nelle righe successive in un effettivo divieto. Ciononostante gli organizzatori cercano di farsi "perdonare" anche se effettivamente non c'è nulla da farsi perdonare, spostando l'iscrizione degli atleti alla successiva edizione.
È proprio a questo punto che la redazione di Runnerpillar vuole spostare l'attenzione sul fascino della gara stessa, quasi a sostenere la manifestazione in un momento così difficile è drammatico che tra l'altro sì pone a due passi dall'imminente Olimpiade.
IL GIAPPONE È UN PAESE CHE DELLA CORSA NON FA UN EVENTO, MA BENSÌ UNO STILE DI VITA. Il livello medio dei podisti nipponici non è secondo a nessuno, potrete approfondire l'argomento su "l'arte giapponese di correre" un libro molto bello.
Per questa stessa ragione le maratone del sol Levante erano riservate ad una cerchia di atleti molto ristretta, le strade venivano chiuse in successione per periodi molto brevi: 2h/30, 3h. massimo, per i rimanenti atleti non restava che il servizio scopa, quasi una gara ad eliminazione.
Per i rari comuni maratoneti giapponesi non rimaneva che prenotare un aereo per Honolulu. Questo fino al 2007 anno in cui prese forma la prima corsa di Massa del Giappone, la Tokyo Marathon, edizione purtroppo molto sfortunata rovinata da pioggia battente e vento.
Così prende forma sempre più definita, con ostinata dedizione, la Tokyo Marathon, in una città che vanta la più alta densità demografica del mondo, in una cornice fatta di splendidi edifici hi-tech, prende il via una gara ricca di fascino dove il sostegno l'entusiasmo del pubblico non vengono mai a mancare. La pistola dello starter spara il colpo di partenza presso il Metropolitan Building indirizzando i Corridori in discesa, sostenuti da ali di folla verso lo Yasukuni Shrine, il monumentale santuario shintoista; questi svoltano poi oltre l'imponente palazzo imperiale in direzione del parco Hibiya dove termina la gara.
Il giorno della maratona è l'unico giorno in cui questi monumenti sono liberi dal traffico, il tracciato veloce e scorrevole fino al 32esimo chilometro diventa poi impegnativo nell'ultimo quarto di gara, dove ci si trova ad affrontare tre ponti.
Una gara che di anno in anno si fa sempre più internazionale e partecipata, ormai ogni tour operator che si occupi di running offre pacchetti per questa ooccasione.
Un'occasione sicuramente immancabile per visitare un paese dal fascino unico, portandosi a casa un ricordo, la medaglia della gara, a nostro parere molto elegante e austero, che riprende splendidi pattern decorativi evocanti i tipici kimoni della tradizione nipponica.

Quando: marzo
Difficoltà: media
Sito: https://www.marathon.tokyo/en/

runnerpillar.com, 14 febbraio 2020

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