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Running Beer Fest visto da me

Negli eventi Runnerpillar son solito fare il pacer dei più lenti, faccio la scopa. L'anno scorso, oltre alle solite schiappe lente, c'era una signora, che già dopo pochi km rimane indietro e fatica ad andare avanti. Mi dico "che palle, questa non ce la farà mai!", la affianco:
- Che ne dici se prendiamo una scorciatoia? Così sta sofferenza finisce prima, i 10 km li fai un'altra volta, dai.
Quando siamo quasi al punto di attraversare il ponte e tagliare dall'altro lato del Po, mi dice
- E' un peccato, che non riesco a finire il percorso, sarebbe stata la prima volta che finivo 10 Km.
E poi mi racconta che ha iniziato a correre dopo il divorzio, come ha iniziato a fare tante cose (andare a cavallo, uscire con le amiche...) che prima non poteva fare. E io c'ho sta malattia, sin da quando ero bambino, chiamatela empatia, che se sento certe cose, se vedo una negra scivolare da un barcone e affogare nel Mediterraneo, se sento di un trekker francese disperso con le gambe spezzate, non dico "Cazzi suoi, se l'è cercata!", anzi, mi si stringe il cuore. Per cui, fermo la signora e le faccio
- Ok, vuoi farli sti 10 km?
- Sì.
- Ok, corriamo 3 minuti e ne camminiamo 1 per riprenderci. Quando corriamo, tu mi racconti la tua vita, io ti racconto la mia, così sentiamo meno la sofferenza.
Quando arriviamo (per ultimi) in Piazza Vittorio, le sue amiche la stanno applaudendo, lei si commuove, io le do il 5 e, se non ci fosse la mia fidanzata dall'altro lato della strada che mi sorride, probabilmente, sta signorotta, me la limonerei anche.
Al brunch al Flora, la sento, al tavolo vicino, dire alle sue amiche "mi ha aiutato tantissimo Luca, l'allenatore, è stato faticoso ma bellissimo". E io penso che vorrei tanto una cazzo di birra. Ma era un brunch e la birra non c'era, il 12 settembre, questa volta ci sarà, e tanta.

"Le temps est bon,
le ciel est bleu,
nous n'avons rien à faire rien que d'être heureux"
Bon Entendeur
Luca Utzeri, 04 settembre 2019

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