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Dalla sabbia al casello

Tre Runnerpillars sono stati a Loano per la MareMontana (trail, 14k, non competitiva) durante lo scorso fine settimana: Andrea (Pippo), Luca ed io.
Loano, va da sé, evoca bei ricordi di amicizia, follia e birre. Quest'ultimo weekend conferma le impressioni, ma aggiunge la fatica e la soddisfazione di una gara, l'ennesima, per la quale non ero preparato.
Non mi alleno regolarmente, ché, sai, sono uscito tardi da lavoro; devo fare la spesa e poi uh!, mettere a posto il computer e non ho dormito tanto bene stanotte; sento uno strano ma insistente fastidio alla clavicola, meglio non peggiorare la situazione; non ho le scarpe(!)
Epperò mi faccio attrarre come le mosche al ciapamusc e faccio, a mio modo, le gare; financo le stralivigno, le enego, le mezzedibilbao. Catullo diceva "quare id faciam nescio, sed fieri sentio et excrucior". Siamo in due, Tullino.
Ed eccoci qui, dopo qualche birra e lunghe passeggiate dal residence al centro di Loano di riscaldamento, alla partenza, tra centinaia di trailers e runners. C'è il solito entusiasmo, l'adrenalina nell'aria frizzante di questa meettina, il sorriso di tutti che dove le vedi scene così altrove?, gli stand colorati di prodotti tecnici.
Si parte con la solita incoscienza. Razionalità, ora si corre, caso mai ci vediamo al fondo.
Passiamo tranquilli il primo km, ché per la natura della gara ancora non si corre, anche perché c'è l'Aurelia da attraversare. Appena invece si inizia a farlo, il gruppo di testa, che include Pippo, si stacca, ed emergono tutte le lacune del mio metodo di allenamento; in particolare, il fatto che il mio metodo di allenamento consista nel non averlo.
Fiato da rompere e gambe pesanti, altroché. Però, cavolo, bello il paesaggio, mentre dalla spiaggia ci spostiamo verso il colle delle Pere, il nostro gran premio della montagna. Tra questi piccoli borghi, mura di pietre e terrazze che dominano il mare, la fatica quasi sembra di non sentirla.
Luca è il mio coach personale; mi fa strada, mi incita costantemente, mi tira quando c'è da farlo, mi fa osservare le cose attorno, mi ricorda pure di bere dalla borraccia. Altro che Garmin e Polar. Mi aiuta molto, e quando rompo il fiato e le gambe alla fine vanno mi diverto davvero. Arriviamo abbastanza agevolmente al Colle delle Pere, e le discese sono una manna, quando non sono pericolosissime, chiaro. Stiamo girando bene ora, riprendiamo parecchia gente che era davanti. Ogni tanto ci perdiamo e scrutiamo i sentieri alla ricerca di quei nastri gialli che ci devono guidare all'arrivo. Li troviamo e continuiamo a correre. Maledico i trail quando le pietre in discesa si dimostrano poco stabili e i rami mi colpiscono i polpacci a tradimento, ma in realtà in tutto ciò sorrido sempre. Mi sento bene finché non arriviamo all'asfalto, a 1,5km dall'arrivo. A quel punto le mie gambe mi dicono "oè, ma guarda che te non ti sei mica allenato per sta roba qua!" e iniziano a mandarmi segnali di crampi. Devo rallentare un pochino. Il coach mi aspetta, nonostante a quel punto potrebbe andare a prendere gli altri davanti, e mi sgrida perché non ho bevuto abbastanza potassio e magnesio mentre eravamo su. Scusa coach! In qualche modo convinco le gambe a non andarsene e arriviamo alla spiaggia, traguardo a 500 metri. Affondo di mezzo metro ad ogni passo, ed è una fatica che lascia stare, però eccheccavolo, siamo arrivati fin qua e ora andiamo a prenderci questa medaglia (nb. medaglia mentale; il nostro premio reale è stato infatti un gradevole vasetto di fiorellini rosa di campo). E finalmente il traguardo. La scritta sopra la passerella dice "ce l'hai fatta!". E' vero, ma ora fammi riprendere un po', poi dopo posso festeggiare ed essere felice. Siamo lì che brindiamo contenti, Luca con birra, io con potassio e magnesio dalla mia borraccia, ché questi erano i patti con le gambe. Poco dopo arriva Pippo, che a causa del percorso non sempre ben segnalato ha preso una "piccola" deviazione che l'ha portato fino alla rampa d'ingresso dell'autostrada, un bel po' più a nord del tracciato. Siamo stati alla fine anche un po' esploratori, in questi territori a noi sconosciuti che ci si sono aperti davanti, chilometro dopo chilometro, sopra le crêuze e la risacca, sotto le cime ed un sole che sembra promettere, finalmente, l'arrivo della primavera.
La prossima mi alleno, prometto.
Fabio Tatti, 28 marzo 2018

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Grazie Laura!
Luca Utzeri, 1 aprile 2018

Ma che bel racconto!!
Bravi ragazzi!!!
Laura Falco, 29 marzo 2018

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