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Alla difesa del titolo italiano di 24 ore, viaggiando su una zattera

Intervistando il campione italiano di 24 ore o meglio correndo al suo fianco per 24 km, prima del lungo da 100 km, ti rendi subito conto che non stai partendo per un normale allenamento, ma bensì per un viaggio in un mondo fatto sì di fatica, ma perlopiù di emozioni, sensazioni, fantasia e una cruenta criticità verso un mondo che così com'è a Stefano Romano proprio non va.
Forse è proprio per questa sua capacità di astrarsi durante estenuanti allenamenti che non si accorge dei chilometri che macina, 200 km a settimana in questo periodo dove i campionati italiani di 24 ore di Biella si stanno avvicinando.

Mio messaggio su WhatsApp: << Scendo, pochi minuti e sono da te >>
S.R. << Sono già le 7:20? >>

Allora eccoci pronti in Corso Svizzera alle 7:20 di domenica mattina, Stefano Romano esce di casa per poi ritornarci: << scusa ho dimenticato l'acqua a casa >>, ottimo inizio penso. Sbuca di nuovo dal portone: << buongiorno caffè? >>, << No grazie ho l'intestino debole >>.
Tra me e me penso _ma sta partendo per per 100 km di corsa o per una gita in campagna?!_

Finalmente si parte, oggi il nostro campione è stranamente tecnico, non indossa la solita tuta sgualcita e le sue Mizuno da 3000 km (non esagero), per l'occasione scarpe nuove e pantaloncini antisfregamento della nazionale italiana. Unica pecca, un timex tenuto tra indice e medio con il quale misura "scientificamente" ogni metro del suo allenamento. Io non smetterò mai di stupirmi per il suo stile pittoresco. Poi dopo qualche chilometro ti chiede: << 5' 10" a km vero? Cosa dice la tua macchinetta? >>. << Spaccato il secondo >> rispondo stupito. Così ti rendi conto, che forse si allena meglio di molti altri, ascoltando il suo corpo e rimanendo sempre concentrato su sensazioni, distanza e passo.

Io: << ma come fai a correre per 24 ore in un circuito di un chilometro? >>
S.R. << è come passare di fronte ad uno specchio e ogni chilometro vederti sempre più brutto, più vecchio, più stanco >>

Io: << integrazione, cosa ti porti per stare sulle gambe tutte ste ore? >>
S.R. << adesso nello zaino ho delle patate bollite con del sale sopra, 2 uova sode e delle maltodestrine sciolte nell'acqua >>
Ok, è ufficiale stiamo per fare un picnic penso.

Io: << 2parole, cacca e pipì come si gestiscono in gara? >>
S.R. << ci sono due tipi di ultramaratoneti, quelli che hanno problemi di stomaco e quelli che hanno problemi ai reni, io appartengo alla seconda categoria. La mia difficoltà sta nell'idratarmi senza sovraccaricare i reni >>

Io: << ritmo gara? >>
S.R. << innanzitutto lo penso, bisogna conoscerci sapere come partire. Sono a 24 ore, divido la gara in tre parti: fino al tramonto ad un ritmo, la notte ad un altro ritmo e alla fine cerco di aumentare. È importante sapere che di notte il metabolismo cambia e di seguenza devi mantenere stabile il consumo di energia andando più lentamente. L'aspetto emotivo per me non è irrilevante, anzi cerco di trarre vantaggio dal mio essere una persona emotiva. Questo cosa significa? Che se sto bene, aumento, uso dei piccoli fartlek per svegliare le gambe e non calare con il ritmo, traendone energia e endorfine utili mettere fieno in cascina.>>.

Io: << come ti scopri ultramaratoneta?.>>
S.R. << per caso, dopo un infortunio, sto fermo per due mesi, dopo esami vari mi dicono di lasciare stare, una spina calcaneare è la diagnosi. Non ascolto, Piano piano riprendo a correre, a ritmi più lenti e scopro di poter correre molto più a lungo. Per me andare a 5 minuti a km era facile, per cui gli allenamenti diventano sempre più lunghi. Mi iscrivo alla 6h. di Torino e arrivo decimo facendo l'errore di fermarmi al 42esimo km perché già felice di essere riuscito portarmi a casa una maratona quando poco tempo prima neanche camminavo bene. L'anno successivo decisi di prepararmi meglio cominciando qualche mese prima, la Bindi percorrendo 76 km, inutile negarlo, quando vinci è bello! >>

Ma è quando parla del progetto "la Zattera" che gli si illuminano gli occhi, ci racconta: << in un momento così difficile noi genitori abbiamo un debito con i nostri figli e il progetto "La zattera" ci permette di saldarlo>>. Attività giochi e intrattenimento all'aria aperta per i ragazzi e le ragazze delle scuole medie, con Claudia, Teresa e Roberto pronti a trasmettere serenità e sano divertimento << nel rispetto di queste strane regole che dobbiamo seguire, ma soprattutto nel rispetto delle regole e del buon senso della vita >>.

Per chi fosse interessato e volesse sostenere il progetto "La zattera":
https://www.gofundme.com/f/20lazattera

runnerpillar.com, 11 marzo 2021

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